lunedì 21 novembre 2011

Lettera di Kim Jong Il a Silvio Berlusconi


Nota: non so se sia vera, l'ho trovata su LIMES e la posto tale e quale. Conoscendo Kim non mi stupisce molto come cosa, anzi. Mi stupisce la lucidità dei ragionamenti rispetto ai proclami contraddistinguono il leader coreano. Prendetela con il beneficio del dubbio.


Caro Silvio Berlusconi,

ti ammiro e ti invidio per come sei riuscito a sistemare il tuo paese in una posizione ideale. Io c'ho provato per decenni senza riuscirci. Complimenti. L'Italia ora è molto debole, ma è la miccia che può far scoppiare un incendio globale in grado di far implodere il sistema economico contemporaneo. Il default italiano potrebbe abbattere l'euro, scatenando così una nuova, più profonda recessione nel Vecchio continente. Questa manderebbe all'aria la già difficile ripresa americana, la qual cosa potrebbe causare il tracollo di tutta l'economia mondiale. L'effetto a catena non è garantito, ma le dimensioni dell'Italia e dei suoi problemi lo rendono possibile se non probabile.

Sia i paesi sviluppati sia quelli in via di sviluppo hanno troppo da perdere per mettere in moto questa reazione a catena; per evitarla, bisogna scongiurare una crisi in Italia. La svolta a U della Grecia dello scorso 3 novembre, quando il premier ha deciso di abbandonare i propositi di un referendum sulle riforme imposte dall'Ue, ha lasciato Roma sola in prima linea. Solo l'Italia ora potrebbe causare il tracollo globale. Si tratta di una responsabilità enorme – ma anche di una grandissima occasione per ricattare gli altri paesi.

Per decenni ho provato a far crescere la Corea del Nord ricattando il Giappone, la Corea del Sud, gli Stati Uniti e la Cina. Ho detto loro: “se non mi date dei soldi lancerò un missile su Tokyo, farò un test nucleare vicino a Seoul, bombarderò una guarnigione o una nave americana, o lascerò che il mio popolo muoia di fame”. Purtroppo non ho ottenuto molto. Le mie erano minacce locali, in grado di causare solo un lieve fastidio a economie regionali in crescita che avevano grande fiducia nei loro mezzi e potevano ignorarmi. Se avessi lanciato un missile sul Giappone, la borsa di Tokyo sarebbe crollata per un giorno solo, e in cambio io avrei ottenuto una miseria. Se avessi insistito, il mio paese sarebbe stato invaso e io rovesciato, quindi che potevo fare? Avrei dovuto fare un passo indietro, rinunciare alla mia politica del rischio calcolato e accontentarmi di poco.

Ma tu sei in una posizione molto diversa. Se giochi bene le tue carte, puoi ricattare il mondo intero e ottenere tutto ciò che vuoi.

Le altre potenze europee e l'America vogliono tagli profondi e riforme? Che se ne vadano a... (espressione cancellata), perché non si sono svegliati prima, e perché hanno perso un sacco di tempo dietro al piccolo problema della Grecia? Vogliono che tu ti dimetta e rassicuri i mercati? Che se ne vadano a... (espressione cancellata), perché ti hanno lasciato governare per anni ignorando per lungo tempo i sintomi di un cancro politico che stava divorando l'Italia dall'interno?

Pensano di poterti separare dal popolo italiano? Illusi! Pensano che gli italiani accetterebbero di essere di fatto invasi dai loro vicini del Nord e diventare così un partner di secondo piano sotto tutela franco-tedesca? Neanche a parlarne.

Non ci credono? Tu puoi invocare elezioni anticipate e indire un referendum in cui chiedi agli italiani se vogliono sacrificarsi mentre altri paesi gli salvano la pelle. Pensano forse di poterti cacciare dall'Ue? Lasciali fare. Anche se l'espulsione dall'euro portasse al temporaneo collasso dell'economia italiana e al boom dell'inflazione, tu puoi dire che gli italiani sono abituati da decenni a uscire dalle crisi grazie all'inflazione. Puoi promettere al popolo che l'inflazione oggi significa più posti di lavoro domani. Cos'hai da perdere? Sono gli altri paesi a rischiare, visto che non hanno nessuna protezione contro una crisi che inizi in Italia.

Devono trovare un compromesso con te, e tu puoi ricattarli. Potresti anche ottenere un ottimo accordo sull'uscita dalla crisi e la posizione futura dell'Italia in Europa e nel mondo.

A te cosa può capitare?

I due leader europei più importanti, Angela Merkel e Nicolas Sarkozy, non hanno bisogno di una controparte italiana forte. E tu, caro Berlusconi, screditato da scandali e errori, sei abbastanza debole da far pensare che ti piegherai alle loro pressioni. Quindi a loro fa comodo che tu rimanga al potere. Oltretutto, il confuso schieramento partitico e la stramba legge elettorale italiana non garantiscono che da eventuali elezioni uscirebbe un vincitore inconfutabile.

L'unica soluzione per l'Europa e per l'Italia sarebbe l'elezione diretta di un primo ministro in grado di scegliere il suo governo senza essere sottoposto ai ricatti di vari partiti. Il parlamento dovrebbe controllare il premier ma non tenerlo in ostaggio. Ma i partiti italiani e le loro controparti europee sono disposte a percorrere questa strada? Il presidente Napolitano spingerebbe per questo tipo di riforme? Potrebbe farlo?

Mi sembra molto improbabile. Sono tutti alle prese con una miriade di problemi che rendono il quadro meno chiaro. Questa è esattamente la situazione migliore per la tua politica spregiudicata e per i tuoi ricatti. È poco etico? Per cortesia. Gli unici politici etici sono quelli morti, e tu devi giocare con le carte che ti ha messo in mano la vita.

Certo, devi essere molto prudente. Tanti nemici vorranno il tuo scalpo, e giocando sull'orlo del precipizio si rischia di cadere. Ma nessuno più di te è in grado di farcela. Riorganizza la tua squadra e combatti.

Buona fortuna.

Con ammirazione,
Kim Jong-il

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