Breve risposta a un commento:
Colgo l'occasione per condividere le opinioni che mi sono fatto seguendo la vicenda,articolo dopo articolo e twitter dopo twitter,su Al Jazeera e altre piattaforme d'informazione online. Da qualunque angolo provi ad osservare il quadro attuale,non riesco ad essere ottimista. Gheddafi fino a due giorni fa sembrava chiuso in un vicolo cieco ,diplomaticamente e militarmente,ora invece riguadagna terreno. Sembra che lui e Saif abbiano messo in piedi un meccanismo propagandistico auto-propulsivo,per cui dove le forze lealiste mettono piede tirano su qualche migliaio di ventenni disoccupati,gli mettono al collo una sciarpa verde,in tasca 100 petroldollari ,in mano un fucile e cosi' le file si ingrossano a vista. Riguardo ai dubbi internazionali sulla questione "entriamo o no in Libia",capisco anche i pensieri del segretario per la difesa americano. A lungo termine,un intervento militare cancellerebbe l'immagine di purezza e spontaneita' delle rivoluzioni arabe,il che porterebbe probabilmente Cina e Russia a staccare la spina della'"cooperative attitude" . Mi sembra di leggere nelle titubanze internazionali il forte desiderio che Gheddafi si fermi dov'e' almeno per qualche tempo,in modo che l'occidente possa armare e addestrare Bengazi con relativa "calma" senza far vedere troppo la faccia. Ho interpretato cosi' la sottigliezza diplomatica della Francia che ha riconosciuto Bengazi ma non ha troncato con Tripoli (e' stata Tripoli a troncare con Parigi dopo due giorni). Ho l'impressione che molti sperino in un cease fire almeno ufficioso tra i due lati. Ultima inquietante notizia del giorno arriva da Debkafile,sito israeliano sempre una marcia avanti in quanto buona parte dei cronisti sono ex-mossad (http://www.debka.com/article/20761/) ,la Siria sta armando Gheddafi (dicono che gli arsenali ex sovietici dei due paesi siano compatibili),il che significa due cose sicure:1)Gheddafi non ha abbastanza armi. 2)Gheddafi si vuole armare. Dal come le usera' queste dipendera' l'evolversi dei fatti.Le alternative sono un massacro totale a Benghai tra pochi giorni,o una guerra civile di trincea di mese o anni tra Cirenaica e Tripolitania. Certo,se al Rais gli venisse un infarto domani sarebbe meglio per tutti,che dici?
Ecco cosa penso visiti recenti aggiornamenti:
L'europa e gli usa hanno paura. Una tremenda paura del dopo.
Gheddafi per quanto pericoloso è ricattabile una pura democrazia no. Per la rivoluzione è una questiona di ore perderanno e con loro ogni sogno di democrazia nel sud del Mediterraneo morirà.
Le rivoluzioni (libica, tunisina ed egiziana) si autoalimentavano una con l'atra, se quella libica finirà nel sangue probabilmente anche le altre due non prenderanno una piega positiva.
Per quanto riguarda le armi oltre quelle siriane ci sono anche quelle italiane (la Libia è azionista di Finmeccanica che non produce certo giochi per la Chicco).
Carissimo staremo a vedere ma se l'Occidente non prende posizione è la fine per loro, le prossime ore saranno decisive, staremo a vedere.
Colgo l'occasione per condividere le opinioni che mi sono fatto seguendo la vicenda,articolo dopo articolo e twitter dopo twitter,su Al Jazeera e altre piattaforme d'informazione online. Da qualunque angolo provi ad osservare il quadro attuale,non riesco ad essere ottimista. Gheddafi fino a due giorni fa sembrava chiuso in un vicolo cieco ,diplomaticamente e militarmente,ora invece riguadagna terreno. Sembra che lui e Saif abbiano messo in piedi un meccanismo propagandistico auto-propulsivo,per cui dove le forze lealiste mettono piede tirano su qualche migliaio di ventenni disoccupati,gli mettono al collo una sciarpa verde,in tasca 100 petroldollari ,in mano un fucile e cosi' le file si ingrossano a vista. Riguardo ai dubbi internazionali sulla questione "entriamo o no in Libia",capisco anche i pensieri del segretario per la difesa americano. A lungo termine,un intervento militare cancellerebbe l'immagine di purezza e spontaneita' delle rivoluzioni arabe,il che porterebbe probabilmente Cina e Russia a staccare la spina della'"cooperative attitude" . Mi sembra di leggere nelle titubanze internazionali il forte desiderio che Gheddafi si fermi dov'e' almeno per qualche tempo,in modo che l'occidente possa armare e addestrare Bengazi con relativa "calma" senza far vedere troppo la faccia. Ho interpretato cosi' la sottigliezza diplomatica della Francia che ha riconosciuto Bengazi ma non ha troncato con Tripoli (e' stata Tripoli a troncare con Parigi dopo due giorni). Ho l'impressione che molti sperino in un cease fire almeno ufficioso tra i due lati. Ultima inquietante notizia del giorno arriva da Debkafile,sito israeliano sempre una marcia avanti in quanto buona parte dei cronisti sono ex-mossad (http://www.debka.com/article/20761/) ,la Siria sta armando Gheddafi (dicono che gli arsenali ex sovietici dei due paesi siano compatibili),il che significa due cose sicure:1)Gheddafi non ha abbastanza armi. 2)Gheddafi si vuole armare. Dal come le usera' queste dipendera' l'evolversi dei fatti.Le alternative sono un massacro totale a Benghai tra pochi giorni,o una guerra civile di trincea di mese o anni tra Cirenaica e Tripolitania. Certo,se al Rais gli venisse un infarto domani sarebbe meglio per tutti,che dici?
Ecco cosa penso visiti recenti aggiornamenti:
L'europa e gli usa hanno paura. Una tremenda paura del dopo.
Gheddafi per quanto pericoloso è ricattabile una pura democrazia no. Per la rivoluzione è una questiona di ore perderanno e con loro ogni sogno di democrazia nel sud del Mediterraneo morirà.
Le rivoluzioni (libica, tunisina ed egiziana) si autoalimentavano una con l'atra, se quella libica finirà nel sangue probabilmente anche le altre due non prenderanno una piega positiva.
Per quanto riguarda le armi oltre quelle siriane ci sono anche quelle italiane (la Libia è azionista di Finmeccanica che non produce certo giochi per la Chicco).
Carissimo staremo a vedere ma se l'Occidente non prende posizione è la fine per loro, le prossime ore saranno decisive, staremo a vedere.
Nessun commento:
Posta un commento